Nuovi Libri, nuove Avventure

Per il Resto del Viaggio ho Sparato agli Indiani

La collaborazione con l’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti prosegue, e oggi è iniziata la registrazione di un nuovo romanzo.
Si tratta di Per il Resto del Viaggio Ho Sparato agli Indiani, l’opera prima dello scrittore torinese Fabio Geda.

Per quanto sia sempre estasiato all’idea di prestare la mia voce ad un libro, devo comunque essere molto cauto con le mie opinioni per evitare giudizi troppo frettolosi. Un romanzo del genere, in quanto opera prima, deve assolutamente tentare di slegarsi dai preconcetti che lo circondano: in breve, deve saper accattivare, deve saper motivare, deve saper convincere il lettore a rimanere incollato alle pagine.

Per quanto ho potuto leggere oggi, devo ammettere che il romanzo sta compiendo il suo dovere in maniera più che soddisfacente. Il linguaggio è molto forte, a tratti esagerato considerando la giovane età del protagonista, ma è senz’altro il linguaggio appropriato ad una realtà sconosciuta a molti. Il narratore è infatti un ragazzo rumeno di appena 13 anni, che trovatosi solo a Torino, decide di seguire le tracce di un nonno mai conosciuto prima attraverso tutta l’Europa.
I presupposti ci sono: il nonno è un vecchio artista di strada, che l’ultima domenica di ogni mese si premura di scrivere una lettera in maniera bizzarra al nipote, il quale non risponde mai. Il viaggio del giovane Emil lo porterà a contatto con realtà a lui (e a noi) sconosciute, ma i risultati di questi incontri possono essere sia sublimi che deludenti.  Le recensioni che si trovano in internet sono discordanti, ma forse è questo che rende questa lettura così interessante. Io, da parte mia, non posso che attendere di giungere all’epilogo prima di trarre una qualsiasi conclusione.

Di seguito la sinossi del romanzo, come appare nellll’edizione del 2009 della Feltrinelli.

Emil Costantin Sabau è un tredicenne rumeno immigrato illegalmente che vive a Torino. Rimasto solo, perché la madre è morta e il padre rimpatriato si trova in carcere in Romania, a tenergli compagnia non gli restano che l’amico del cuore Marek e il suo eroe preferito, Tex Willer. Assieme alla compagna del padre Assunta, è stato accolto in casa da un giovane e ricco torinese, un brillante architetto amante della perfezione e ossessionato da una ferita riportata in un grave incidente in moto. Ben presto però Emil, per sottrarsi alle sue troppo insistenti attenzioni, decide di scappare e andare alla ricerca del nonno paterno Viorel, l’unico parente che abbia: un artista di strada che gli scrive lettere in una lingua tutta sua e che è stato visto l’ultima volta a Berlino. Emil ruba quindi dei soldi all’architetto e si reca alla stazione dove incontra la giovane e protettiva Asia: con lei e con i suoi amici inizia, a bordo di un pulmino Volkswagen, un avventuroso viaggio alla volta di Berlino che prosegue poi fino in Spagna, in compagnia di un fotografo del “National Geographic”, sulle tracce del nonno. Vivendo sempre nuove esperienze e incontrando nuove persone, Emil trova anche una sua nuova collocazione nel mondo, mentre col pensiero ritorna al passato, alla vita in Romania, all’arrivo in Italia. Alla fine, a Madrid, si ricongiunge con gli amici incontrati lungo la strada, ritrova Viorel e la compagnia teatrale itinerante per l’Europa con il suo messaggio di pace, e la sua vita pare mutare rotta, trovare una certa stabilità. E il 10 marzo del 2004 nonno e nipote si danno appuntamento alla stazione di Atocha per il giorno seguente…

Cenni sull’Autore:
Fabio Geda è nato nel 1972 a Torino, dove vive. Per diversi anni si è occupato di disagio minorile. Collabora con diverse riviste, quotidiani ed enti culturali. Ha pubblicato i romanzi Per il resto del viaggio ho sparato agli indiani (Instar Libri 2007, Feltrinelli 2009),L’esatta sequenza dei gesti (Instar Libri 2008), Nel mare ci sono i coccodrilli (Dalai Editore 2010, tradotto in 32 paesi), L’estate alla fine del secolo (Dalai Editore 2011) e il monologoLa bellezza nonostante (Transeuropa 2011).

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